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LADY DAY SINGS THE BLUES Make no bones about it, Billie Holiday was not a blues singer, but she certainly had them, sang them, and lived them. Because of films like Lady Sings The Blues, and her own assertion in her biography of the same name, many people today think of Billie as a blues singer. She certainly came in a direct line of descent from Bessie Smith, Ma Rainey, and the other classic blues singers.

Mentre sul grande schermo diventa quasi un reietto, creatore di personaggi poco sviscerati e per nulla analizzati in profondità. Forse perché il ruolo che gli viene affidato più spesso è quello dell’uomo che perde la testa e tutta la sua serietà per una donna. E quindi anche per l’amore.

Lo sguardo accigliato e la stazza possente facilitano le proposte di personaggi cupi e imbolsiti. Lo conferma Chained (2012) nel quale interpreta un serial killer che non si limita ad uccidere, ma ad addestrare adolescenti, insegnando a scovare il peggio dentro di sé. Nel thriller Sinister (2013) accompagna Ethan Hawke, ancora all’ interno di atmosfere torbide.

Mahon, Anthony Bishop, Stuart Rudin, Steve Park, Tim Halligan, Rand Quaid, Kimberleigh Aarn, Ron Ryan, Brian McConnachie, Jordan Cael, Rhe De Ville, Marya Dornya, Elizabetha A. Montalbo, Suzen Murakoshi, Anthony T. Paige, Jane Simms, Wendel Sweda, Garry Goodrow, Randle Mell, Angel Vargas, William Sturgis, Sam Ayers, Joe Pentangelo, Michelle Lucien, Deborah Lee Johnson, Lucia Vincent, Elliot Santiago, Manny Siverio, Bobby Harrigan, Betty Olsen, Jim Ward, Davenia McFadden, Teodorina Bello, Barton Herman, Justin Ross, Susannah Bianchi, Ira Wheeler, Margo Skinner, Gary Howard Klar, Michael Chapman.

Lavorare con Germano è stato un onore, così come lavorare con Bruno Ganz, che è un altro grande attore internazionale. Il film, esattamente, si intitola Maternity blues: il bene dal male. Il tema è l’infanticidio perché “maternity blues” è l’espressione scientifica della depressione post partum; un termine usato in tutto il mondo per una problematica che potrebbe riguardare le donne nel periodo successivo al parto.

L’incantesimo si romperà solo se una fanciulla si innamorerà di lui prima che una rosa, contenuta in una campana di cristallo, perda l’ultimo petalo. Belle, che è oppressa dalla corte di Gaston, il bello e bullo del villaggio, va alla ricerca del padre e, trovatolo nel castello, si offre in ostaggio alla Bestia al suo posto. Da quel momento tra i due si sviluppa un non facile rapporto.

Terribilmente convincente, perfetta in ruoli drammatici e toccante come poche altre interpreti, potrebbe essere la risposta italiana alla brillante Joan Allen.Debutta proprio davanti alla cinepresa nel 2002, quando Denis Rabaglia la sceglie per recitare nel ruolo di un’infermiera in Azzurro con Paolo Villaggio, Marie Christine Barrault e Renato Scarpa. Successivamente, prende parte come protagonista al film Il miracolo (2003), Saimir (2004), Anche libero va bene (2006) e Stella (2009) di Gabriele Salvatores. In seguito lavorerà spesso per il cinema d’autore, in Isole di Stefano Chiantini, in Una domenica notte di Giuseppe Marco Albano, e in Anime nere di Francesco Munzi.

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