Ray Ban 3447

Pur essendo scritto dalla prima scena all’ultima (ed è una scrittura che si fa sentire, l’aspetto più fragile e rischioso dell’impresa), si respira ugualmente una freschezza da documentario, al punto che, come avviene solo per i film più coinvolgenti e appassionanti, si ha l’impressione che da qualche parte debba esistere un girato molto più esteso, sul quale il regista ha operato una spietata selezione. Merito della recitazione intensa e naturalissima di Martin Sheen, che fa rimpiangere il tempo trascorso dal suo ultimo ruolo di altrettanta importanza, ma soprattutto del voto di sobrietà a cui si è sottoposta la regia. Nessuna ricerca esasperata del metafisico, nel testo, e nessuna ricerca sognante o poetica nell’immagine: Estevez sta bene attento a non fare cartoline, nemmeno dei paesaggi più belli; la fotografia si direbbe quasi dimessa e corrisponde al punto di vista di chi sperimenta la fatica ben più della beatitudine estetica.

A maggior ragione, se si considera di star analizzando il film di un regista cos importante per la storia del cinema horror italiano come Dario Argento; per rendere le cose pi semplici, sar evitato qualsiasi confronto con i precedenti Suspiria eInferno, entrambi legati al franchise della Triade anche perch detto nel modo pi franco possibile, sarebbe del tutto inutile.Quindi, meglio essere diretti: La Terza Madre cos pregno di difetti e bruttezze che alla fine della visione quasi impossibile ricordarsele tutte. Non si comprende, in effetti, quale sia la cosa peggiore! La recitazione inesistente della protagonista oppure l involontaria seminata ovunque? (Basti pensare alle scene in cui il male si diffonde tra i cittadini romani o ancora all delle cattive Sar forse colpa di un casting effettuato con svogliatezza oppure soltanto un grande, grosso problema di sceneggiatura? Magari, colpa del terribile finale affrettato Insomma, se ne potrebbe discutere dal tramonto all eppure non si riuscirebbe lo stesso a trovare una valida risposta.Per accontentarci, potremmo considerarle tutte per buone.Si possono contare sulle dita della mano le scene d e, anche queste, altro non sono che residui di un horror puerile o quantomeno banale: l gore gratuito e i tristi scare jumpes. Non c inventiva nella regia, non ci sono scene particolarmente fascinose se non stupidamente violente e, cosa peggiore di tutte, non c la Paura.Nemmeno quella luce blu puntata sul volto inespressivo di Asia Argento nella parte finale del film riesce a richiamare l misteriosa del vecchio Suspira (ah, avevamo detto niente paragoni!)Ci che fa pi male, per resta quella sensazione di enorme potenziale sprecato che aleggia per tutto il film; infatti, per quanto orribilmente realizzata, l di fondo non per niente male.

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